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Ti piace leggere? di Tina Venturi

09/02/2022

Come lettore hai dei diritti, non sei obbligato a farti andare bene tutto. Daniel Pennac nel suo Come un romanzo ci propone uno scherzoso Decalogo dei diritti imprescindibili del lettore:

il diritto di non leggere

il diritto di saltare le pagine

il diritto di non finire un libro

il diritto di rileggere

il diritto di leggere qualsiasi cosa

il diritto al bovarismo 

il diritto di leggere ovunque

il diritto di spizzicare

il diritto di leggere a voce alta (il mio preferito, sarà per la professione che svolgo…)

il diritto di tacere

 

Ti propongo alcune motivazioni che puoi trovare nel sito del Circolo dei Lettori, un insieme di frasi che sono ormai diventati un manifesto. Belle, personali, condivisibili con tutti, grandi spunti di riflessione.

Eccone alcune…

Io leggo perché ho preso il vizio. 

Io leggo perché non ho altro da fare. 

Io leggo perché siamo in pochi. 

Io leggo perché ho tempo. 

Io leggo poco perché non ne ho. 

Io vorrei leggere di più. 

Io te lo leggo negli occhi. 

Io leggo Braille, che non è un autore francese. 

Io leggo veloce. 

Io leggo a voce alta. 

Io leggo perché non mi piace alzare la voce. 

Io leggo per addormentarmi. 

Io leggo per sognare. 

Io leggo al contrario. 

Io leggo le carte. 

Io le divoro. 

Io rileggo. 

Io leggo tutto d’un fiato.

Io leggo anche i bugiardini dei medicinali. 

Io leggo che è un piacere. 

Io leggo in piedi, a letto, in tram, in sala d’attesa, in ascensore, a tavola, in bagno. 

Io leggo e annoto, sottolineo, segno. 

Io leggo di nascosto. 

Io leggo per fare dispetto. 

Io leggo perché scrivo. 

Io scrivo perché leggo. 

Io leggo perché cresco.

Io leggo perché questo mondo non mi piace. 

Io leggo per cambiarlo. 

Io leggo per evadere. 

Io leggo perché sono vivo.

Io sono vivo perché leggo. 

Io leggo quando c’è una storia.

Io guardo le figure. 

Io salto le pagine. 

Io leggo perché mi faccio un’opinione. 

Io leggo perché un’opinione ce l’ho già.

Io leggo nel pensiero, negli occhi, nel futuro. 

Io leggo e m’innamoro, io leggo per corteggiare.

Io leggo per saperne di più degli altri. 

Io leggo e qualche volta rido, qualche volta piango. 

Io leggo e ci penso su. 

Io leggo e approvo. Qualche volta no. 

Io leggo perché c’è chi vorrebbe proibirlo. 

Io leggo perché almeno imparo qualcosa. 

Io leggo perché non mi costa niente. 

Io leggo perché mi diverto, perché mi rilasso, perché mi sfogo. 

Io leggo quel che mi pare perché mi piace.

Io leggo perché sento che mi fa bene. 

Io leggo punto e basta.

Divertiti a leggerlo con i tuoi amici e aggiungi le tue motivazioni. 

Tu perché leggi? 

Per chi leggi?

Cosa leggi? 

Per la formazione e la cultura personale di ognuno di noi è sicuramente importante la lettura dei classici, ma la cosa fondamentale è… leggere. Le liste di autori sarebbero infinite e non intendo fare torto a nessuno. Un insegnante, un bibliotecario, un amico che ama cibarsi di libri, Alessandra, che ospita questo mio articolo, sapranno suggerirti fior di titoli. 

William ShakeSpeare, A Midsummer-Night’s Dreams, Act IV, Scene I, Abbey Library, London 1968, p. 190. 
William ShakeSpeare, Sogno di una notte di mezza estate, traduzione di Giulia Celenza, Atto IV, Scena I, Sansoni Editore, Firenze 1964, p. 380. 
auGuSto e maria Sella, L’arte di scrivere bene e di parlare in pubblico, Valmartina Editore, Firenze 1968, p. 8. 

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