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L’arte di correre di Murakami Haruki

20/05/2020

“Chissà se volgendo gli occhi al cielo posso vedervi un barlume di benevolenza? No, non vedo niente. Soltanto nuvole… Ma io non dovrei alzare lo sguardo verso il cielo. È verso di me, all’interno di me, che devo rivolgerlo. Provo a farlo. Mi sembra di guardare in un posto profondissimo. Riuscirò a scorgervi della benevolenza? No, non mi pare. Quella che vedo è la mia natura di sempre. La mia solita natura individualista, cocciuta, poco cooperativa, a volte arbitraria e capricciosa, eppure capace di dubitare di sé, e sempre pronta a trovare un elemento comico anche nella propria sofferenza. Con lei, come fosse una vecchia borsa tenuta a tracolla, ho percorso molta strada. Non me la porto appresso perché mi piaccia. È troppo pesante per me, e nemmeno tanto bella. Qua e là è strappata. Mi sono rassegnato a tenermela perché non ne ho un’altra di ricambio. È quella che è, ma le sono affezionato. Ovviamente.”

Conoscere perfettamente i propri limiti. Sapere come gestirli e soprattutto come allenarli fino a ottenere da sè stessi il meglio che si può. In questo breve testo Murakami compie una riflessione molto umana sul talento e la creatività, sull’impegno e la disciplina come costanti della vita volte a raggiungere i propri obiettivi.

Il tempo impiegato per perseguirli non ha importanza;  per tagliare un traguardo dopo l’altro è necessario mantenere una tabella di marcia quotidiana rigorosa e sana, che consenta al corpo e alla mente di trovare  un perfetto accordo e un assoluto equilibrio. Sono la nostra capacità di provare gioia e di trarre da ogni sbaglio un insegnamento che ci consentiranno di coronare i nostri progetti.

“La solitudine è un risultato che in parte ho cercato di mia spontanea volontà. Soprattutto per chi fa il mio mestiere, è un percorso obbligato, anche se in gradi diversi. Tuttavia il senso di solitudine, come un acido fuoriuscito da una bottiglia, può corrodere e annientare lo spirito di un individuo senza che questi se ne accorga. E’ una micidiale arma a doppio taglio. Protegge lo spirito e al tempo stesso dall’interno continua senza sosta a ferirlo.”

L’età determina lo sguardo con il quale si osservano le difficoltà e i successi. Ognuno è portatore delle proprie caratteristiche e cresce modellandole e modellandosi sullo scopo che sceglie di dare ai propri giorni.

“Arrivare al termine costituiva soltanto una spezzatura provvisoria, priva di vero significato. Come nella vita. Il fatto che a un certo punto finisca non basta a darle un senso. Stabilire un punto finale provvisorio è soltanto un espediente, oppure una metafora indiretta della sua natura limitata.”

La consapevolezza dei propri limiti determina il grado di accettazione che possiamo avere di noi stessi e delle nostre paure. Con determinazione possiamo scegliere ciò che è strumentale per raggiungere i nostri obiettivi, ma fondamentale è mantenere salda la conoscenza del proprio cuore e dei propri bisogni.

A.M.

Tags: amore per se stessi, creatività, efficacia, forza, talento

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