Blog

L’architettrice di Melania G.Mazzucco

20/04/2021

«La balena di Santa Severa mi ha ossessionato per anni. Non so perché quella creatura spersa, fantastica e solitaria mi abbia turbato tanto. Carezzavo il dente ormai secco sullo scrittoio, e piangevo pensando alla regina del mare che si disfaceva sugli scogli. Mia madre mi prendeva in giro. Cuore mio, rideva, conserva le lacrime, che ti serviranno. …Io e mio padre sapevamo che era valsa la pena rendere omaggio ai resti della balena. E niente di ciò che ci siamo detti negli altri ventun anni in cui abbiamo vissuto l’uno accanto all’altra, è stato più profondo di quella conversazione sulla spiaggia. Il dente della balena è qui, sul mio scrittoio. Ho dovuto abbandonare tutto il resto, ma a quello non avrei mai rinunciato. Non ha più odore né colore. Le setole sono cadute e la polvere s’è infiltrata nei pori, colorandolo con una patina di cenere. Ogni giorno lo guardo. Mio padre mi ha lasciata da quasi sessant’anni. Non ricordo più la sua voce, nemmeno i lineamenti del suo viso, da quando ho regalato il libro che conteneva il suo ritratto. Eppure vorrei dirgli, ovunque sia, che anche io ho mantenuto la promessa.»

Un meraviglioso romanzo storico biografico che percorre la vita e il contesto in cui una straordinaria figura femminile Plautilla Briccia, figlia di Giovanni, pittore, musicista, popolare commediografo, attore e poeta, visse. Questa meravigliosa donna e artista nel corso della sua esistenza sarà segnata e guidata da un ricordo d’infanzia che diventerà pegno e promessa:  il dente di balena lasciato sullo scrittoio del padre, monito a cercare le cose sconosciute per dare loro un senso e a iniziare qualcosa di nuovo.

«Le cose che non conosciamo, esistono da qualche parte. E noi dobbiamo cercarle, o crearle.»

Prima donna che si occupò di architettura, immersa in un mondo dell’arte totalmente maschile; dedita al padre prima e poi all’uomo che amerà per tutta la vita senza poterne godere apertamente. Una vocazione potente la sua, della quale si dovrà quasi vergognare e poi lottare guardando sempre dallo spioncino il meritato prestigio.

«Architetto no. Architetta? Suonava ridico. La donna pittore è una pittrice, la donna miniatore miniatrice. Architettrice, dunque.”

Un romanzo di grandi figure femminili, ognuna con il proprio volto e il proprio destino, come fossero le variabili di un’unica vita. Madri, sorelle, figlie elettive, donne del popolo, religiose, con i loro volti e le loro verità. E sopra ogni cosa la potenza della vita e il bisogno di renderle grazie.

«Cosa studiate, Plautilla? Mi chiedeva Giustina, che era rimasta sorpresa dall’apparizione sul mio scrittoio di oggetti nuovi come due compassi d’ottone, un tiralinee, un punteruolo, e adesso fissava basita un elenco di equazioni. Imparo a calcolare quante dita fanno un palmo e quanti palmi fanno un piede, per misurare altezza, distanza e profondità, le rispondevo, senza distrarmi. Mia nipote non capiva a quale scopo. Era la diligente scolara di mio fratello, ma aveva poca memoria: le lezioni di pittura, poesia e matematica che lui pazientemente le impartiva da quando era venuta a vivere con noi svanivano dal suo cervello come l’acqua nella sabbia. Torceva il collo per scrutare il volumetto di Fabri aperto sul leggio: le illustrazioni molavano omiciattoli intenti a tendere fili in un campo. Voi sapete già tante cose, se cominciate a studiarne di nuove vi sembrerà di non sapere nulla, osservò. Ma è proprio questo il punto, Giustina. Imparare ciò che non so mi restituisce la giovinezza. Voglio aggiungere vita ai giorni, e non giorni alla vita.»

L’arte è meraviglia e bellezza, ma anche motivo di mercanteggio e sotterfugi.  L’anima dei personaggio che si muovono tra le pieghe della Storia è il senso del tutto e si mostra tra luci e ombre. Plautilla è una donna straordinaria dunque, tenace e intelligente, capace di amare intensamente, moderna quanto basta a preservare l’ordine del suo tempo. Forte e determinata più delle figure maschili che le ruotano intorno.

«Il capocantiere era più restio a svelarmi i segreti della professione. Siete la prima donna che si interessa di mattoni, commentò… Il suo accento era ostico, i suoi modi furastici come quelli di un randagio. C’è sempre qualcuno che fa qualcosa per la prima volta, è solo questione d’abitudine, gli ho risposto. …È così che succede con le cose nuove… All’ inizio c’è scandalo, poi fastidio, infine indifferenza. Ciò che sembra impossibile diventa normale. I costumi sono fondati sulla quantità di opinioni. Le leggi e consuetudini cambiano quando quelli mutano. Bisogna solo avere coraggio. …A goccia a goccia s’incava la pietra…»

Un romanzo degno di nota.

 

Tags: romanzo storico biografia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.