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Riflettendo sulla relazione educava.

28/06/2021

La relazione educativa è una relazione di tipo asimmetrico che vede coinvolti un educatore in posizione di superiorità e un educando che, in quanto individuo in divenire bisognoso di sostegno, si trova in una posizione di relativa subordinazione e dipendenza.

L’atteggiamento dell’educatore autorevole dovrà tenere conto di questa asimmetria integrando lo sbilanciamento attraverso la pratica del rispetto della reciproca dignità e della fiducia assoluta nelle potenzialità dell’altro.

Uno stile educativo efficace si basa su una dialettica tra negazione e permissività, disciplinata attraverso interventi regolativi in grado di attivare la corresponsabilità dell’educando.

Un educatore che operi all’interno di una struttura di accoglienza per ragazzi in difficoltà, tenendo fermi i concetti sopracitati, avrà la necessità di porsi in comunicazione con i suoi ragazzi creando un ambiente fatto di accoglienza e ascolto senza venire meno al rispetto del suo compito che non dovrà essere né direttivo né negligente, si tratterà di esplicitare la sua funzione regolativa.

I primi interventi saranno di tipo preventivo, ossia verranno esplicitate le regole e le norme che dovranno essere chiare, rispettabili, costruttive e condivise, atte a promuovere l’autodisciplina e a stimolare la cooperazione. Accanto agli interventi preventivi potranno essere necessari nel corso della relazione interventi di tipo correttivo, semi direttivi con rinforzi e ristrutturazione della comunicazione  o direttivi che contemplano l’eventuale applicazione di sanzioni o punizioni.

L’educatore sarà chiamato a tenere sullo sfondo educativo le regole di tipo prescrittivo, ossia non discutibili e non negoziabili che sceglierà di giustificare con modalità maieutica, ossia anche ascoltando, ponendo domande e favorendo la scelta personale e non la semplice obbedienza delle stesse.  Ma soprattutto sceglierà di introdurre regole che saranno di tipo discrezionale ossia decise in accordo tra tutti gli interessati attraverso a una mediazione che getterà le basi per una relazione educativa fondata sulla cooperazione, sull’assertività e la creatività.

A fronte di queste regole l’educatore si vedrà chiamato a introdurre sanzioni di tipo educativo nel caso in cui le suddette fossero infrante. Tali sanzioni saranno certe nel caso in cui vengano infrante regole di prescrizione, mentre saranno solo possibili nel caso di infrazioni di regole di discrezione. La sanzione sarà educativa esclusivamente se proporzionata, costruttiva e in relazione con la trasgressione onde evitare incongruenze e confusione che alimentino sfiducia e allontanamento.

La dimensione regolativa è una delle dimensioni della relazione educativa autorevole, dimensione che non può in alcun modo prescindere dall’osservanza dell’obiettivo alla base dell’atteggiamento educativo, ossia l’affettività che è in grado di promuovere lo sviluppo e la capacità di stare in relazione da parte dell’educando.

di Alessandra Manzoni

Tags: relazione educativa

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