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La bellezza della luce di Nicoletta Meregaglia

28/06/2021

LA BELLEZZA DELLA LUCE

Oggi è una bella giornata di giugno, tipicamente luminosa, con cielo terso e luce chiara, limpida che fa risaltare tutti i colori e le loro sfumature. Ogni particolare si staglia nitido.

Mi sembra che fin da bambina ho sempre notato la luce e i suoi cambiamenti, non solo il paesaggio, la marina o i volti, ma proprio la luce su di essi, ma non sono sicura che sia vero, forse è solo un’impressione.

Comunque è certo che al liceo il verso di Dante nel X canto: “non fiere li occhi suoi lo dolce lume?” mi ha molto colpita e mi è rimasto impresso nella mente. Qui Cavalcante Cavalcanti esprime, anzi grida, la sua preoccupazione che il figlio Guido, poeta e amico di Dante, sia morto, e nel farlo identifica la luce del sole con la vita, anzi sembra che la caratteristica principale dell’essere vivo sia proprio vedere la luce, esserne ferito negli occhi.

Non so se le altre persone la osservano continuamente e notano sempre i suoi cambiamenti, come me. Certo non ne parlano, non dicono: “hai visto che luce stupenda?”. Io invece, come forse i pittori, ne ho una coscienza ininterrotta, anche se non sempre la esplicito. La luce è una presenza costante e fisica per me. Nella mia famiglia uno dei fratelli di mia madre era pittore, ma non mi ricordo che mi abbia insegnato a guardare, e neanche che me ne abbia solo parlato.

 

 

I pittori hanno la fortuna di dipingerla e i fotografi e i cineasti di filmarla, mentre io posso solo descriverla. A volte fatica a passare attraverso la nebbia, e ogni oggetto sembra ovattato; a volte un raggio potente attraversa le nuvole e ci ritroviamo in un quadro dell’800. Tanti anni fa davanti a questi quadri credevo che la luce fosse inventata! Ma poi mi sono resa conto che il pittore l’aveva vista in natura, non se l’era immaginata! Questi magnifici quadri, specie quelli di Turner e degli Impressionisti, riescono a fermare su una tela quelle bellissime immagini. Ho letto da qualche parte che probabilmente gli Impressionisti avevano coscienza che la natura che conoscevano stava per scomparire per sempre, a causa dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione, e per questo motivo l’hanno dipinta in così tante tele.

Quando sono in barca, il riflesso sull’acqua e soprattutto sulle vele può diventare abbacinante e ferire gli occhi, se non sono protetti da occhiali scuri. Spesso il tramonto avrà colori stupendi, e se siamo fortunati, se non c’è una costa che ostruisce la vista, se non ci sono nuvole all’orizzonte, vedremo il sole finire nel mare: un ultimo raggio (verde?) e poi sparisce. Ogni volta saluto il dio Febo e lo prego di tornare domani perché la sua “dolce” luce mi è indispensabile!  Poi i colori si stemperano, diventano morbidi e prevalgono quelli pastello, mentre la luce piano piano si affievolisce ma non sparisce del tutto (d’estate alle nostre latitudini ci vogliono ore perché il buio diventi totale), mentre si fa silenzio tutto intorno e le attività rallentano, e poi cessano. Tutto sembra sospeso e calmo in questa luce tenue, e sembra che il tempo si sia fermato, o almeno abbia rallentato…Anche all’alba i colori sono delicati, soffusi, ma poi la luce diventa imperiosa e forte, e un nuovo giorno, radioso o scuro di nuvole e pioggia, si manifesta.

Giugno 2021

di Nicoletta Meregaglia

Tags: emozioni, luce, visione

Nicoletta Meregaglia, autrice de I piaceri della Vela e di Mimi Ona

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