Blog

Il potere terapeutico delle parole di Adriana Tremolada

11/09/2020

A proposito del valore della narrazione e del potere delle parole, il primo articolo ospite di questo blog è stato affidato alla dottoressa Adriana Tremolada, Psicologa e psicoterapeuta di formazione Junghiana. Le sue parole sono illuminanti in merito al potenziale che racchiudono in sè la parola, l’ascolto e la capacità di autonarrazione.
Secondo Karen Blixen la domanda “Chi sono io?” prima o poi si presenta nel cuore di ogni individuo. È la domanda di senso che solo un essere unico in quanto tale può porsi, e la risposta a tale domanda viene dalla possibilità di “raccontare una storia”.

Il potere terapeutico delle parole

di Adriana Tremolada, Psicologa Psicoterapeuta.

 

Una delle mie più grandi passioni riguarda gli esseri umani. Adoro le storie vere.
Ciò che più mi interessa è capire come una persona reagisce a quello che le succede.
Il racconto della vita mi sorprende, mi emoziona, mi affascina.
Per questo motivo sono diventata una psicoterapeuta.
Nel corso degli anni di attività clinica mi sono resa conto, sempre di più, dell’importanza e del valore delle parole che i pazienti utilizzano per raccontare le loro storie e soprattutto dell’attenzione che io, come terapeuta, devo prestare alle parole che restituisco.
Perché le parole di chi cura possono generare conseguenze piacevoli e spiacevoli; strumento affilato che può essere fonte di ristoro dell’anima o tramite inconsapevole di dolore che si aggiunge a dolore e sofferenza.
Le parole possono rispettare o lacerare la dignità e la fragilità dei pazienti.
Mi riferisco, per esempio, a certe diagnosi calate dall’alto che incasellano e imprigionano la complessità di una persona all’interno di un’etichetta con inevitabili conseguenze sulla sua esistenza.
Spesso a far crescere la sofferenza emotiva, non è solo cosa viene comunicato, è soprattutto come.
Perché le parole, da sole, sono inadeguate quando si tratta si esprimere l’intensità di un sentimento, la profondità di una comprensione.
Allora le parole devono sapere aspettare, maturare ed essere pronunciate al momento giusto, accompagnate da uno sguardo sincero, articolate nel tono più adatto.
Così è necessario scegliere espressioni che possano essere comprese, e che non feriscano.
Esistono delle parole che, dette al momento giusto, possono cambiare in meglio il corso di una vita, aiutando a ritrovare energia, coraggio e motivazione.
Ma le parole certo non bastano se i pazienti hanno la sensazione che non si sia avuto il tempo e la sensibilità di ascoltarli e di comprenderli.
Saper ascoltare è un’arte, comporta astensione dal giudizio, immedesimazione, attenzione, presenza.
Solo all’interno di una relazione umana in cui il paziente si senta accettato, oltre che ascoltato, è possibile un racconto sincero.
Raccontare la propria storia CURA.
Cura perché il dolore condiviso con altri non diventa minore, ma più tollerabile.
Perché mettere in ordine gli eventi della propria vita, connotandoli con l’emozione che li ha caratterizzati, permette di elaborarli.
Raccontare la propria storia, in particolare in terapia, ma non solo, è come assegnare un posto ai frammenti dell’esistenza e renderli passi di un cammino unitario.
Raccontare da senso e direzione alla nostra vita, ci aiuta a capire chi siamo.
E quando la storia di un individuo è carica di dolore, di eventi e relazioni complicate, a maggior ragione va raccontata, perché non poter raccontare la trama della propria sofferenza, il proprio trauma, è fonte di una tossicità che avvelena la persona.
Karen Blixen scriveva che “tutti i dolori possono essere sopportati se vengono messi in un racconto, o se si narra, su di essi, un racconto”.
Strumento di cura, non solo ciò che si racconta, ma anche le storie che si ascoltano, che si condividono, che ci uniscono, che ci confortano, che permettono di immedesimarsi e quindi di assentarci dai nostri problemi, di guardarci da fuori, di non sentirsi soli.
Ascoltare, leggere, scrivere, raccontare storie. Affidarsi alla bellezza morbida e plastica delle parole. Tutto ciò ha un grande potere terapeutico.

Adriana Tremolada, Psicologa Psicoterapeuta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.