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FARE TESORO

29/03/2022

 

Dalle lettere di Etty Hillesum

 

Amsterdam dicembre 1942.

Io credo che dalla vita si possa ricavare qualcosa di positivo in tutte le circostanze, ma che si abbia il diritto di affermarlo solo se personalmente non si sfugge alle circostanze peggiori.

 

[…] Se non salveremo i nostri corpi e basta dal campo di prigionia, dovunque essi siano, sarà troppo poco. Non si tratta infatti di conservare questa vita a ogni costo, ma di come la si conserva. A volte penso che ogni situazione, buona o cattiva, possa arricchire l’uomo di nuove prospettive.

 

[…] Ma se non sapremo offrire al mondo impoverito del dopoguerra nient’altro che i nostri corpi salvati a ogni costo – e non un nuovo senso delle cose, attinto dai pozzi profondi della nostra miseria e disperazione -, allora non basterà. Dai campi stessi dovranno irraggiarsi nuovi pensieri, nuove conoscenze dovranno portar chiarezza oltre i recinti di filo spinato, e congiungersi con quelle che là fuori ci si deve ora conquistare con altrettanta pena, e in circostanze che diventano quasi altrettanto difficili. E forse allora, sulla base di una comune e onesta ricerca di chiarezza su questi oscuri avvenimenti la vita, la vita sbandata potrà di nuovo fare un cauto passo avanti.

 

Amsterdam, primavera 1943.

Molti pensano oggigiorno che la vita stia andando alla fine e che tutto stia crollando. Tra molto tempo si vedrà forse che è stato anche un inizio. Ma forse non poggio i piedi sul terreno della realtà, forse sono un’idealista? Su, lasciami stare, bisogna pur che esistano persona come me, le mie realtà sono di fatto diverse da quelle che i più chiamano la realtà, ma sono anche realtà.

 

 

 

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