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Due vite di Emanuele Trevi

08/04/2021

«…questo è proprio ciò che definiamo lo spirito, ovvero la possibilità che la nostra esistenza, che trascorre tutta intera nella carne e nei suoi bisogni, possieda anche un’ombra, una quintessenza che la porti fuori da sé stessa. Perché noi viviamo due vite, entrambe destinate a finire: la prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene.

….Come fiori di melo appena sfiorati dalla brezza, anche i ricordi di chi abbiamo conosciuto talmente bene che la consuetudine è diventata quasi un riflesso condizionato, si staccano e volano via con rapidità inconcepibile. Pensiamo di averne accumulati tantissimi, così numerosi e vividi da ritenerli inestinguibili – e invece in una mano ci resta poco più di uno sfarfallio di immagini incerte e fuggitive. Forme di memoria talmente insignificanti e sbriciolate da equivalere alla dimenticanza. Tutto l’onere della prona ricade spalle di chi resta. Saranno davvero esistite persone come Rocco e Pia? E di chi possiamo dire con certezza che ha avuto una vita felice, o infelice? Non è forse, di ogni emozione che accade davvero in noi, di ogni parola davvero importante vero anche il contrario? Dal più minuscolo composto di molecole alle mostruose grandezze dell’universo, è sempre l’impossibile che genera il possibile, questo è il marchio indelebile, il difetto di fabbrica della nostra esistenza, e nessuno può evitare di farci i conti, di scontare nel suo limitato orizzonte la pena decretata dalla legge universale.»

 

Due vite. Due esistenze straordinarie giocate dalle trame oscure dell’esistenza.  Due vite osservate da una terza rimasta sola.

Due vite immerse nella memoria di un’amicizia complessa, a tratti ingombrante, fatta di intrecci di pensieri e emozioni. “A innumerevoli esseri umani è dato questo destino, di ottenere molta più felicità dall’amicizia che dall’amore

L’urgenza di raccontarne luci e ombre, fatti e ricordi, parole e gesti: “ Rocco era una persona in grado di stare bene anche più di molti suoi simili. Se bruciava la vita con una pericolosa intensità, come se fosse dotato di una miccia più rapida di quella degli altri, è proprio perché la capacità di godere era in lui altrettanto rigogliosa che quella di soffrire”.

Una scrittura cristallina che è testimone di intensi ricordi con i quali si tenta di spiegare il senso della vita e della morte: “«Pia» e «incantevole» sono quasi sinonimi. Tutto ciò che è incantevole produce una specie di perpetuo scintillio, e persone incantevoli spesso si consumano e infine si dissolvono nel loro sciame vorticante di minuscole luci.”

Due vita, una terza. Poetico, emozionante.

 

 

 

 

 

 

Tags: due vite

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