Formarsi per essere formatori è un atto di cura verso gli altri e verso sé stessi: è la testimonianza concreta di una passione che si rinnova nel tempo e di una dedizione che va ben oltre la trasmissione di semplici contenuti. La formazione continua, infatti, non rappresenta solo un aggiornamento ma diventa un vero e proprio stile di vita professionale, una scelta che affonda le sue radici nella curiosità (e la parola curiosità condivide con la parola cura la propria radice), nella voglia di approfondire e nell’impegno costante a migliorarsi.
Formarsi significa essere disponibili al cambiamento, leggere il presente con occhi sempre nuovi e avere il coraggio di saggiare strade ancora inesplorate. Quando si prepara una formazione da somministrare, la responsabilità è doppia: bisogna essere preparati, ma soprattutto bisogna essere autentici, portare il proprio sentire, le proprie scoperte, le proprie fatiche e meraviglie.
La foto allegata mostra una selezione dei libri utilizzati per la formazione del professionista in biblioterapia illustrata: suggerisce una panoramica—non esaustiva—sul mondo degli albi e dei silent book, un universo ricco di spunti e di preziose riflessioni per chiunque si occupi di educazione, lettura e crescita personale. Ogni titolo rappresenta un tassello di un percorso che non si esaurisce mai, perché la formazione è—prima di tutto—una forma di cura e di rispetto per il sapere, per le persone con cui ci si confronta e per sé stessi.
Formarsi per poter formare è sentire viva dentro di sé la responsabilità di essere specchio di passione, dedizione e apertura verso tutto ciò che ancora non si conosce.
Ringrazio gli educatori e i volontari di Casa Sollievo Bimbi VIDAS (hospice pediatrico Milano) per aver partecipato alla formazione sull’uso degli albi nelle professioni di cura, per la fiducia e la generosità dei loro feedback.
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